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Coast To Coast, Eventi Umani

Sport, Cerchi, Rumours e… altro

Londra 2012 ai tempi dei “Social”

Nella speranza, mai vana, che si decidano a far entrare il Surf alle Olimpiadi (?), mi sono divertito a seguire quest’ultimo evento tramite i tanti rumours che vengono fuori  dai, forse troppi, cinguettii che ti “opinano” a scoprirne il motivo…
Uno smartphone, un collegamento quotidiano al social e uno scroll dei vari tweet dell’argomento da #Scoprire, e il gioco è fatto.  Pochi minuti e puoi averli tutti in sintesi di 140 caratteri (escluso il link abbreviato) così da farti un’idea di come l’Olimpiade di Londra, in questa calda estate 2012, quindi senza calcio, sia diventato il punto di riferimento per argomentare anche qualsiasi altro comportamento umano e sportivo. Tutto, naturalmente, in 16gg o poco + di temperature record in Italia.
La sfida è troppo allettante per tirarmi indietro, per misurarmi anch’io in qualcosa di più vicino al nostro lifestyle sportivo e che sia, magari, anche di auspicio x un’altra disciplina, ma tra le + naturali onde di Rio…

In effetti, quante Olimpiadi riusciamo a seguire con interesse (Twitter aiuterà?) nel corso della nostra vita? Dieci? Cerchio +, cerchio – sono esattamente 40 anni. In tutto questo tempo quanto sport pratichiamo? E a che livello? Quali limiti soggettivi abbiamo raggiunto/superato nella nostra umana presenza e partecipazione all’evoluzione sportiva?
Dopo così tanti anni si continuerà a praticare quello stesso sport? Di quanto hanno spostato in avanti i limiti? Alle successive Olimpiadi sono ripartiti da quei limiti o sono ripartiti da + semplici target “social”? E’ lecito aspettarsi in un’Olimpiade del 2012 un divario tanto ampio quanto si è visto in alcuni sport, tra il primo e l’ultimo classificato alla stessa finale?
Le domande non mancano, ma è proprio da queste che proverò ad avvicinare il Surf al “principio attivo” umano dello Sport e dei suoi limiti. Sperando così, in questo Oceano d’insieme, di spostare i miei stessi limiti ad un panorama più ampio…
Non è un caso che la disciplina + attesa ad un’Olimpiade sia quella dei fatidici 100mt: espressione massima della potenza anaerobica dove l’esplosività e l’elasticità ne confermano le caratteristiche di disciplina regina dell’atletica leggera.
Una misura, una distanza che + o – tutti sanno cosa rappresenti, sanno di poter percorrere, anche senza dover obbligatoriamente competere…
A piedi, in bici, in moto o in automobile la misura rimane un riferimento e ogni 4 anni, nell’ufficialità olimpica, si saprà  in quanti secondi si riuscirà a coprirla…

A differenza di altri sport il Surf vive, come i più sanno, con l’unica vera ufficialità internazionale del Mondo: il respiro dell’Oceano nelle stagioni che muovono intorno al pianeta Terra…
Non è un caso che in ogni singolo mese dell’anno, durante ogni stagione ci sono rider che preferiscono essere in una determinata località del mondo anziché in un’altra… Non è un caso che tra i primi documentari del Surf ci siano titoli come “The Endless Summer”…. Forse lo è da quando molti grandi Brand hanno messo in palio importanti montepremi per chi cavalca quelle Montagne d’acqua che, provenienti dal più profondo Oceano, non rientrano più, nemmeno, in un’ormai “sminuita” parola di sole 4 lettere…
Avrebbe senso integrarlo in un “indoor” di un’Olimpiade? Che onde ti aspetteresti  dalla prossima “mareggiata” in piscina?

In effetti, gli  Oceani del globo continuano ad essere affrontati x spingere i limiti, i limiti soggettivi, a fare sempre un “take off” superiore in un ambiente sempre diverso. Puoi decidere la località, ma una volta scelta non puoi non provare a superare quello che credevi ripetersi ogni giorno…
Ok, salti i primi giorni, ma una volta raggiunta la confidenza, l’allenamento, che fai non ci provi?
Non è un caso se le onde impensabili, sogni e paure di qualche decennio passato, siano diventate la quotidianità globalizzata di un ambiente popolato sempre più da rider…
Tavole grandi, tavole piccole, onde lunghe, onde tubanti…, tutto così “dannatamente” mutevole e  differente quanto la stessa energia che ogni volta si presenta ad ogni singola, ormai prevista condizione meteo marina, anche di poche ore. Take Off sempre + profondi, fondali sempre + vicini, che molti limiti non hanno più il solo prezzo della disciplina sportiva…
Surf alle Olimpiadi?

Un doveroso Special Thanks nei confronti dell’informazione estera che ha voluto mostrare e condividere almeno le foto di apertura e chiusura, naturalmente degne d’interesse via twitter… (vedi link foto)

SPORT, CERCHI, RUMOURS E… ALTRO

Mentre un atleta americano del fondo, magro come un grillo e senza medaglia, mi raccontava dell’emozione di trovarsi alle Olimpiadi, Perelman mi spiegava che «bisogna abrogare lo sport», diventato «il solo progetto di una società senza progetti» che droga il popolo con «l’infortunio al ginocchio di un atleta… o la vita sentimentale di una campionessa…». La conclusione è magniloquente: le Olimpiadi sono la parata nazionalista del mondo globale. Anziché camminare al passo dell’oca applaudiamo i Cinque cerchi. Il nuovo totalitarismo sono gli sponsor, Coca-Cola, McDonald’s, Visa, Bmw, padroni dei sentimenti, mercanti di emozioni contro merce.
http://www3.lastampa.it/sport/sezioni/olimpiadi-londra-2012/articolo/lstp/464804/

Il comitato vieta agli atleti, tra le altre cose, di fare direttamente pubblicità ai propri sponsor sui social network. Una regola scritta apposata per chi ufficialmente finanzia i Giochi. La rule40 infatti protegge undici muiltinazionali tra cui Visa, McDonald’s e Coca-Cola che per pagarsi “il biglietto” delle olimpiadi hanno sborsato ciascuna 100 milioni di dollari. La campionessa dei 4×400 metri, prima si è sfogata su Twitter e poi si è lamentata con la stampa. «La maggioranza degli atleti non ha sponsor. Per manternersi agli allenamenti devono avere a volte anche un secondo o addirittura un terzo lavoro».
http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2012-08-01/olimpiadi-tweet%20-162546.shtml?uuid=AbihspHG

E’ inutile negarlo, comunque vada sarà la partita dei sospetti. Spagna-Brasile del torneo maschile di basket rischia di diventare il nuovo caso dell’Olimpiade dopo lo scandalo del badminton. Tutto comincia con un sondaggio lanciato dal sito internet del quotidiano sportivo spagnolo «Marca» in cui la maggioranza dei partecipanti, si presume spagnoli, «invitano» le Furie Rosse di Sergio Scariolo a perdere il prossimo incontro con il Brasile per poter così evitare gli Stati Uniti in semifinale.
http://olimpiadi.corriere.it/2012/notizie/06-agosto-basket-spagna-brasile_2c6f2ca8-dfae-11e1-a2e0-2a62fa6322b0.shtml?utm_source=twitterfeed&utm_medium=twitter

Un esercito di miliardari è giunto a Londra con la nave personale, per godersi le Olimpiadi da una posizione che più privilegiata non si potrebbe. E così tra il South Dock e il Royal Dock – alcuni dei porticcioli turistici che affastellano il perimetro dei nuovi docklands londinesi – sono arrivati Eclipse, Octopus, Leander, The Maltese Falcon e Illona: bestioni galleggianti che appartengono agli uomini più ricchi del pianeta. Una volta in questi luoghi vivevano i protagonisti brutti, sporchi, e non necessariamente cattivi, dei racconti di Charles Dickens e Joseph Conrad. Oggi la zona è invece popolata da marinai e guardie del corpo, in un rapporto di almeno venti a uno con la celebrità di turno che servono e proteggono.
http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/08/06/londra-2012-come-gp-di-montecarlo-porticcioli-presi-dassalto-dagli-yacht-di-lusso/317425/

Se tutto fa spettacolo, tutto fa Olimpiadi. All’elenco sterminato di sport olimpici mancano le freccette da bar, le bocce e il parcheggio cronometrato in retromarcia. Il bello di questa manifestazione è che tutte le nazioni del mondo possono avere il loro momento di gloria. Un bronzo nel beach volley assurge a festa nazionale. Non conosco, né ho ha mai conosciuto, nessuno che pratichi il fioretto o la spada in vita mia, però alle Olimpiadi sono orgoglioso se il mio Paese trionfa sulle pedane. Poi, per quattro anni, non me ne può fregare di meno. Non vincono gli atleti, ma le nazioni. E’ il trionfo del nazionalismo.
http://www.beppegrillo.it/2012/08/giochi_senza_bandiere.html

La tirata grillesca contro le Olimpiadi corrette al doping e corrotte dagli sponsor ha certo più di un fondamento, come pure la denuncia del glam-nazionalismo sportivo cinese, anche se additare la Cina olimpica come una versione in realtà aumentata della defunta Ddr, tutta allenatori kapò, ormoni e lavaggio del cervello, è esagerato. Ma affermare che ai Giochi «vincono le nazioni, non gli atleti» è come dire che nel campionato italiano di calcio vincono le città e non le squadre.
http://www.lettera43.it/cronaca/giochi-gli-sport-minori-sono-meglio-del-prozac_4367560311.htm

A sostenere la scherma, però, ci pensano i gruppi sportivi militari. Grazie a loro gli atleti vincenti a Londra hanno un reddito sicuro e possibilità di allenarsi. Portando al successo i colori delle forze armate e dei corpi di polizia. Tuttavia, se la Fis se la passa male, le cose per i moschettieri azzurri che sono saliti sul podio all’Olimpiade vanno meglio.
http://www.lettera43.it/fatti/scherma-d-oro-senza-soldi_4367560292.htm

Dai costumi hi-tech che migliorano le performance ai manti sintetici ideati apposta per aumentare le prestazione degli atleti in gara, alle scarpe ultraleggere. Le performance sportive continuano a migliorare negli anni, sia grazie all’innovazione scientifica e tecnologica, sia all’evoluzione fisiologica. Il loro corpo dei nuotatori è infatti molto diverso da come poteva essere anni fa.
http://www.linkiesta.it/scienza-olimpiadi-tecnologia-evoluzione

I nazionalismi esagerati provocano le guerre, e sono quindi deleteri. Ma le Olimpiadi sono una festa di pace (quando le celebravano, gli antichi greci sospendevano i conflitti). Grillo è stato probabilmente fuorviato dalle specialità nelle quali gli italiani sono saliti sul podio: la scherma, il tiro al piattello, il tiro con l’arco, la carabina. Ha commesso lo stesso errore di Vittorio Zucconi che, una settimana fa, ha domandato a Niccolò Campriani (fresco vincitore di un argento nella carabina, che ieri ha replicato con un oro) cosa pensasse della liberalizzazione della vendita di armi negli Stati Uniti, facendo riferimento alla strage di Denver (che l’altro ieri è stata replicata da un’altra strage, in un tempio Sikh, vicino a Milwaukee).
http://www.italiaoggi.it/news/dettaglio_news.asp?id=201208061921287936&chkAgenzie=ITALIAOGGI

Tra l’autunno del 2012 e l’inizio del 2013 tutto cambierà, in apparenza. Gli organi di governo dello sport italiano, prima le federazioni e poi il Coni, andranno al voto per essere rinnovati. I nuovi eletti, che saranno per lo più i vecchi rieletti, dovranno gestire i 409 milioni di euro girati allo sport dallo Stato (448 milioni del 2011 con 18 milioni di perdita). Ai soldi pubblici vanno aggiunte alcune decine di milioni di euro di ricavi vari dagli sponsor o dai cittadini che pagano l’ingresso alle piscine, alle piste e alle palestre.
http://espresso.repubblica.it/dettaglio/coni-la-casta-alle-olimpiadi/2188423//0

Esultanze da bar, telecronache faziose, giornalisti che toccano gli atleti durante le interviste. Insomma, uno stile poco anglosassone che non piace agli inglesi. Tante le e-mail di protesta così come gli sfottò sui social network. Sotto accusa l’eccessiva partigianeria. Fantascienza se pensiamo ai telecronisti di casa nostra.
http://www.linkiesta.it/bbc-olimpiadi

«Sono andato in Turchia dove in farmacia si può comprare l’Epo senza troppi problemi»: la confessione choc di Alex Schwazer non ha creato scompiglio solo da noi, ma ha fatto esplodere un bell’incidente diplomatico con la stampa di Istanbul. Perchè il passaggio di cui sopra della lunga confessione sembra lasciar intendere che laggiù ci si possa dopare in tutta tranquillità.
http://olimpiadi.corriere.it/2012/notizie/08-agosto-schwazer-ira-turca-cruccu_6a31f812-e167-11e1-9da2-92ad47219a78.shtml

Nell’anno in cui il 63% del contingente azzurro a Londra 2012 è rappresentato da militari (43 atleti della Guardia di Finanza, poi Esercito, Fiamme Azzurre, Fiamme Oro, Carabinieri, Marina, Aeronautica e Forestale), cioè 183 atleti su 291, emerge sempre più il problema del presunto dilettantismo dei nostri sportivi e, soprattutto, delle donne. Se per garantire agli atleti uno stipendio mentre si allenano è diventato necessario inquadrarli militarmente, i problemi restano due: il riconoscimento del professionismo (per legge precluso alle donne) e le strutture.
http://27esimaora.corriere.it/articolo/perche-josefa-idem-resta-una-dilettanteotto-olimpiadi-dopo/?utm_source=twitterfeed&utm_medium=twitter

Lo sport vince la medaglia d’oro dell’integrazione. Dopo il passo falso compiuto con il caso Schwazer, l’Italia della pallavolo e quella della pallanuoto voltano pagina, superano i quarti e accedono alle semifinali. A vincere è anche e soprattutto un modello, quello dell’integrazione.
http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2012-08-09/dalla-pallavolo-pallanuoto-sport-095533.shtml?uuid=Ab71IoLG

Dal villaggio, nei giorni scorsi, erano scomparsi sette atleti… Tutti hanno il visto per rimanere nel Regno Unito altre tre mesi. Il Comitato Olimpico Internazionale ha confermato che è stata notificata ufficialmente la sparizione degli atleti. “Finchè hanno diritto a rimanere qui, è molto difficile fare qualcosa”, ha detto la direttrice della comunicazione del comitato organizzatore Brock->Doyle.
http://www.liberoquotidiano.it/news/home/1068229/Casa-Africa—chiude-per-debiti–7-atleti-scomparsi.html

«Sapete che fine ha fatto Samia Yusuf Omar? – ha chiesto Abdi nei pochi giorni che mancano alle elezioni presidenziali somale -. La ragazza è morta… morta per raggiungere l’Occidente. Aveva preso una carretta del mare che dalla Libia l’avrebbe dovuta portare in Italia. Non ce l’ha fatta. Era un’atleta bravissima. Una splendida ragazza». Samia, nata nel 1991, sarebbe quindi morta nel mar Mediterraneo su un barcone di migranti che cercava di arrivare in Occidente. Una storia crudele e difficile da verificare…
http://www.corriere.it/cronache/12_agosto_19/samia-barcone-atleta-somala-pechino-2008_bf87e0be-e9d8-11e1-aca7-3ef3e0bba9b5.shtml

«Non puoi piantare all’improvviso uno sport nel nulla» dice Lord Coe, presidente del comitato organizzativo di Londra e presidente del club di corsa giamaicano di Bolt e Blake, il Racers. «Il successo dei velocisti giamaicani non è un fenomeno improvviso. Nei campionati scolastici annuali di solito si corre di fronte a folle di 50.000 persone. Questo è uno sport che si è inserito nella psiche di una nazione».
http://www.linkiesta.it/bolt-giamaica-atletica

L’Italia è prima nella classifica delle ricompense agli atleti che vincono una medaglia olimpica, 140 mila euro per l’oro, sette volte più degli Stati Uniti. Tra le ultime in Europa, però, per la spesa per lo sport. Una mentalità diffusa non solo nello sport: troppo spesso siamo disposti a spendere più di tutti gli altri per pochi (che siano atleti olimpionici o alti dirigenti) e poco per tutti gli altri (lavoratori precari o sportivi).
http://www.linkiesta.it/premi-olimpici-italia

Responsabile di tutto ciò potrebbe essere il dilagare incontrollato tra gli atleti dell’uso del Viagra, vasodilatatore che non serve soltanto a compensare le disfunzioni erettili. Preso al momento giusto
negli sport che richiedono o si concludono con uno sforzo breve ma intenso (volate in bici, sprint, scatti, salti, ultimi minuti di una partita di calcio), il Viagra può dare all’atleta quella scarica di energia e adrenalina che contribuisce a fare la differenza in discipline in cui le medaglie sono decise dai centimetri, dai centesimi e dai millesimi di secondo.
http://olimpiadi.corriere.it/2012/notizie/10-agosto-canottieri-viagra_64286e7e-e2d4-11e1-84ce-ad634664744d.shtml

Apparati burocratici elefantiaci, mala gestione, dirigenti incapaci e potentissimi. E, in più, lo scarso interesse collettivo (calcio a parte). Sembra che lo sport in Italia viva solo sui talenti. Le poche isole felici sono casuali iniziative personali, come la scuola di Verona per il nuoto, legata alla figura di Alberto Castagnetti, morto per infarto lo scorso ottobre. Un talento che ha dato vita alle glorie del nuoto italiano. Ma lo ha potuto fare solo quando la Federazione nuoto venne commissariata. Altrimenti, sarebbe mai emerso?
http://www.linkiesta.it/sport-italiano

Prima di chiudere… (video)
Salviamo anche le contraddizioni dei Giochi Olimpici…
http://video.ilsole24ore.com/SoleOnLine5/Video/Notizie/Sport/2012/OLIMPIADI-ZORRO/120813/12_8_2012-zorzi16.php

Quelli della Rari Nantes Napoli giravano il mondo in treno e passavano il tempo a giocare a scopa sempre a caccia del sette di denari. “Guardi, ci chiami così, Settebello”. Gildo Arena, uno degli eroi della Nazionale che vinse l’oro a Londra 1948, scomparso in un pensionato con una misera pensione che versava interamente all’ospizio in attesa dei sussidi della legge Bacchelli tante volte promessi e mai arrivati, rispose così a Nicolò Carosio. Il giornalista radiofonico doveva raccontarli per radio ed il nome settebello gli parve il più appropriato.
http://www.linkiesta.it/perche-la-nazionale-di-pallanuoto-si-chiama-settebello

Legacy. Una parola per descrivere quello che resterà alla Gran Bretagna dopo che il fuoco olimpico verrà spento e lo stadio dei giochi verrà smontato: grazie alla sua struttura modulare, il teatro delle imprese di Bolt e Mo Farah potrà essere ridotto dalla capacità attuale di ottantamila persone a una più modesta di venticinquemila, e viceversa. Resterà anche questo, l’intelligenza messa nel pensare uno stadio olimpico che non fosse una cattedrale immobile. A Mo, l’atleta inglese nato a Mogadishu, resteranno due titoli da campione olimpico, una campana per la posta dipinta d’oro che la Royal Mail gli ha piazzato davanti casa e il ritornello che i tifosi britannici intonavano ieri sera per chiedergli di scendere dagli studi della BBC nel parco olimpico e farsi abbracciare: una versione modificata di Hey, Jude dei Beatles che si conclude con un «Hey, Mo».
http://www.linkiesta.it/olimpiadi-2012-fine

Trasporti pubblici all’altezza e 70 mila volontari entusiasti (molti addirittura informati). Soldati gentili, felici di poter usare l’esperienza accumulata in Irlanda del Nord, Iraq e Afghanistan davanti a frotte di turiste mediterranee.
Edifici bizzarri (Orbit), un sindaco-clown (Boris), colori alcolici, orrendi souvenir (informate
gli stilisti dei Giochi che non siamo nel 1982). Folla felice ovunque, dopo la revisione di tante inutili precedenze («Olympic Family»! Solo i Sopranos usano il sostantivo con altrettanta disinvoltura).
La fiamma olimpica, che stasera si spegne, non ha acceso solo il braciere. Ha acceso l’eccitazione e la gioia di stare insieme. Londra – città viziata da grandi eventi di ogni tipo – si è accorta che un’Olimpiade è più importante, più vasta, più eccitante, più originale. Ogni quattro anni mostra al mondo come il mondo potrebbe vivere insieme, ma non riesce (nemmeno ci prova).

http://olimpiadi.corriere.it/2012/notizie/12-agosto-grazie-londra-una-lezione-ai-pessimisti-beppe-severgnini_a5ffea7e-e447-11e1-aec0-5580338e796b.shtml

Secondo i sostenitori dell’organizzazione dei giochi olimpici, le somme colossali investite hanno un impatto positivo in termini di turismo, rinnovamento urbano e salute pubblica. In realtà tutto ciò accade raramente, come dimostrano le città che hanno accolto le ultime edizioni della manifestazione.
http://www.presseurop.eu/it/content/article/2514351-i-giochi-valgono-la-candela

Le emozioni non hanno prezzo. Ma se arrivano dall’Olimpiade il costo c’è. Anche molto salato. Con cifre a sei zeri. Le 28 medaglie a Londra 2012 sono lontante dal record di Los Angeles 1932 (36 podi) eguagliato solo a Roma nel 1960 quando l’Olimpiade ha fatto tappa in Italia. Ma i podi dei Giochi britannici sono stati un magro bottino rispetto ai soldi che il Comitato olimpico nazionale italiano (Coni) aveva stanziato per fare bella figura in mondo visione.
http://www.lettera43.it/fatti/le-medaglie-di-londra-ci-costano-36-mln_4367561242.htm

Berruto, lei è tornato da Londra con il bronzo della pallavolo e Prandelli ha detto che il mondo del calcio dovrebbe imparare dall’Olimpiade il modo in cui affrontare un torto o una sconfitta. Crede che sia possibile?
http://www3.lastampa.it/sport/sezioni/articolo/lstp/465631/?utm_source=twitterfeed&utm_medium=twitter

Olympic (and Twitter) records
http://blog.twitter.com/2012/08/olympic-and-twitter-records.html

Medal Count
http://www.london2012.com/medals/medal-count/

Se non fosse per far conoscere ad un pubblico più ampio la singola attività olimpica, e se non si fosse troppo presi dal festeggiare le proprie medaglie, è evidente che i 5 Cerchi non riescono ancora a far crescere di mentalità i singoli paesi partecipanti…

The European Union in Olympics comparison
http://medaltracker.eu/

Tra 4 anni le Olimpiadi si svolgeranno a Rio, meta dove il Surf avrebbe uno scenario naturale immerso in un Oceano carico di onde. Ma più di questo vorrei vedere di più da un’Olimpiade. A partire dagli Atleti che dovrebbero rappresentare “anche” la loro libertà di partecipanti, per finire al futuro “anche” di chi non è riuscito a medagliare il suo singolo Paese…

All’inizio credevo che fosse stata solo una “coincidenza temporale”, ma i ripetitivi eventi sportivi sono ormai anni che vanno di pari passo con quelle chiare ed evidenti notizie meno celebrate, anche delle stesse mareggiate da noi rider…
L’uomo che continua a spingere i suoi limiti sempre in avanti…
E allora non è un caso se in quei stessi giorni:

Cercare forme di vita presenti su Marte in passato: questo farà Curiosity, la sonda atterrata ieri sul pianeta rosso. Il luogo prescelto  è il cratere Gale e il ‘suo’ Monte Sharp, ritenuto uno dei migliori siti per lo studio della storia del pianeta. Un terreno stratificato da cui estrarre le varie fasi geologiche del pianeta e le sue condizioni ambientali nel corso del tempo. Verrà usato lo stesso metodo di studio utilizzato da oltre 150 anni per ricostruire la storia del nostro pianeta.
http://affaritaliani.libero.it/cronache/vita-marte070812.html?refresh_ce

E allora è facile rendersi conto che non sono le Olimpiadi, lo Sport a rendere migliori noi “Umani”, ma il contesto, la cultura che ci spinge a non rimanere in quell’arretratezza culturale/evolutiva dove le disuguaglianze, nell’ampliarsi, generano più conflitti sociali, prevaricando sulla nostra stessa ragione di vivere in quel breve, bene comune che è la vita…

Così torno al nostro lifestyle sportivo dove arriverà per tutti quella mareggiata che “pretenderà” velocemente di + dal nostro limite del momento…
Non ho tutte le risposte, come non posso spingerti a non fermarti, ma in questo breve insieme, spero di farti vedere (almeno), ambire a quel prossimo, + grande moto ondoso che ci aspetta sempre ogni stagione, ogni mese in Italia e nel Mondo…

E l’Autunno è solo alle porte…

Enjoy Your Life
Keep Surfing

Carlo Azzarone
Responsabile KSMworld.org

Roma 3 Settembre 2012

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