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King Surfer Magazine

Obiettivi Condivisi

“Prospettive Future Campionati, Attività, Rapporti Internazionali e Problematiche Inerenti”…

A pochi giorni dalla riunione che vedrà Surfing Italia fare il punto della situazione con i propri surf club e tesserati, volevamo far presente i tagli che vivono altre realtà agonistiche nel mondo per contribuire a trovare soluzioni, in tempistiche rapide, a nuovi obiettivi condivisi per il nostro sport.

Infatti al 4° punto dell’ Ordine del giorno di questa riunione “Prospettive future campionati, attività, rapporti internazionali e problematiche inerenti” ci sarebbe molto da parlare, soprattutto visti gli andamenti gare di questi ultimi anni che non hanno prodotto quel valore aggiunto come tutti speravano.

Non avendo ancora ricevuto un invito da parte di Surfing Italia a  partecipare alla riunione come dovuto da una federazione verso tutti i “media” di settore, non possiamo far altro che anticipare alcune idee che, se anche non presenteremo noi di persona, speriamo che lo faccia qualcun altro per tutti, migliorando il nostro stesso progetto e lo stato attuale delle cose.

Basandoci su quello che abbiamo visto nell’ultimo Campionato Top 44, i vari regionali, altri tour e gare minori è evidente agli occhi di tutti la confusione generata da una sovrapposizione di eventi, sia nelle date che nei media, che hanno solo fatto perdere quel senso etico di selezione delle notizie per qualificare meglio le più importanti.

Contrariamente al valore aggiunto che si vuol dare, tramite lo sport agonistico, si è solo generata confusione, facendo perdere l’interesse verso un intero settore che non riesce ancora a trovare obiettivi condivisi. E così non può funzionare se si vuol far crescere e migliorare lo sport e gli interessi di tutti.

Basta ricordare la gara a Banzai di Maggio senza onde (vedi articolo “3a Tappa 2008 Campionato Top44”), molti grandi sponsor che hanno abbandonato e ridotto budget ad alcune gare, Circuiti paralleli, i Top 44 non sempre presenti a tutti gli appuntamenti (alcuni rider sotto il 50% di presenze), nuovi format basati su unici eventi annui che levano credibilità e sminuiscono campionati più lunghi e costanti, e tanto altro ancora…

Se la crisi del 2008 ha toccato anche il Tour mondiale dell’ASP dove gareggiano rider del calibro di Kelly Slater (milionario perché al centro delle politiche ASP) e altri atleti che vediamo spesso in campagne pubblicitarie, in magazine e filmati esteri (anche loro al centro del Tour ASP), da noi con queste federazioni poco aperte al confronto e senza obiettivi condivisi, sembra esserci sempre stata.

Oggi, se non provvediamo immediatamente a cambiare alcune direttive tecniche e di gestione, pagheremo sempre di più errori e scelte sbagliate di queste organizzazioni che ci lasciano in una profonda arretratezza culturale/sportiva non qualificando un intero settore. Un’incapacità, dettata dal provincialismo negativo di alcune persone, nel non saper valutare ed affrontare dialoghi di confronto per un comune interesse: migliorare l’intero settore agonistico senza arroccarsi dietro pseudo cariche sociali prive di merito, competenza e voglia di crescere. Se può far stare “più serene” queste persone, nessuno si sognerebbe mai di togliergli un ruolo per aumentare le provinciali invidie che già hanno…

Al centro dell’interesse di una federazione sportiva ci dovrebbero essere gli atleti, ma se queste generano storture organizzative e non spingono verso comuni obiettivi il disastro del 2008, per il Circuito Top 44, era annunciato.

Sfogliando un Magazine storico degli anni ’90 abbiamo avuto modo di vedere come in quel periodo il Tour era formato di 14 tappe contro le ridotte 10 del prossimo 2009.
Un’altra cosa curiosa che viene fuori è come, prendendo sempre l’articolo di “King Surfer Magazine” n. 10 Aprile/Maggio 1997 che parlava del Tour ASP 1996 “La leggenda di Re Slater” nella classifica finale dei Top 45 anche la somma di tutti i premi vinti dall’ultimo arrivato era di tutto rispetto.

A prescindere dagli sponsor che i rider avevano, più o meno importanti, i premi garantivano cifre per poter continuare a seguire il Tour nel mondo, nella speranza di conquistare sempre più punti. Per questo il primo classificato, per la quantità di punti conquistati, non ha certo ricevuto le stesse somme di chi è arrivato ultimo, ma a cui hanno sempre garantito un ritorno economico permettendogli una costante partecipazione. Premi che continuano a garantire a tutti riducendo il Tour a sole 10 tappe nel prossimo 2009.

Partendo da qui, e basandoci su quanto visto in Italia nel 2008, sarebbe più opportuno che Surfing Italia riducesse il numero dei suoi Circuiti, rivedesse tutta l’organizzazione agonistica per migliorare la partecipazione di tutti ad un unico Campionato più importante e, non per ultimo, spingesse gli Atleti ad una nuova mentalità più agonistica e professionale.

Questo è il nostro contributo su cui aprire un confronto e un dialogo con tutti:

Unico Campionato Italiano su Y Tappe
Riduzione dei Top 44 a Top 16.
Eliminazione/Integrazione di altri Campionati o gare minori (Tour Reef – Analog etc.) in un unico, ma più lungo campionato.
Iscrizione annuale al circuito Top 16 più alta, ma fare in modo però che i Premi gara arrivino a tutti, fino alla sedicesima posizione. Inoltre aiutarli a crescere professionalmente e aiutarli a trovare degli sponsor.
Tutti i circuiti regionali integrati nelle giornate del campionato Top 16.
No wild card nel circuito Top 16.
Bonus presenza a tutti gli Atleti che partecipano ad ogni singola Tappa del Campionato Top 16 o altro.
Prevedere nella sola ultima gara, per garantire maggiore affluenza da parte di tutti, la sostituzione del montepremi in denaro con premi del valore dell’iscrizione al Campionato dell’anno successivo.
Trasformare il regionale in qualcosa di “Qualifica” senza vincolarne la partecipazione ai soli rider locali, ma aprendo a tutte le regioni la partecipazione.
Per evitare eventuali problemi di sovraffollamento si definisce l’iscrizione ad inizio Campionato con il pagamento dell’intera partecipazione… che poi si può vedere localmente eventuali partecipazioni ad un costo d’iscrizione più alto.
E altro…

Cosa si intende per unico Campionato Italiano?
Riducendo i Top 44, visto che ogni anno molti disertano anche più del 50% delle 5 tappe italiane, ad un numero ipotetico di 16 atleti (numero adatto per la composizione di batterie di gara da 4) consentirebbe di avere un tempo di svolgimento gara ridotto per permettere anche lo svolgimento di altri circuiti nella stessa giornata: regionali, juniores, femminili o eventi unici.

Il ridotto numero degli atleti è compensato da un circuito più lungo che toccherà tutte le gare regionali o altro, da cui ogni volta i primi 5 che si qualificheranno dal regionale/evento della giornata passeranno nelle 5 batterie da 4 che fanno parte i Top 16.
Oltre ad aumentare il tasso tecnico anche dei regionali, coinvolgerebbe tutti verso un unico circuito, uniche date, unico spot (anche minori) etc. etc.

Avendo ridotto il numero dei Top 44 a 16 è interessante vedere che nell’arco di Y gare i vari 16 atleti nelle batterie iniziali si affronteranno tutti, senza per questo lasciare dubbi nel vedere sempre gli stessi essere avvantaggiati o svantaggiati come avviene nell’attuale gestione del Campionato quando si dispongono le varie heat iniziali.

Un atleta dei Top 16 può già sapere, all’inizio del campionato, tutte le Heat delle gare in cui parteciperà, ma cosa più importante è vederli ruotare per non trovarli sempre in Heat con gli stessi. L’unica incognita sarà il posto vuoto che sarà colmato da chi si classificherà dalla tappa locale del regionale/qualificazione/femminile/juniores.

L’ex regionale, che verrà disputato nella stessa giornata del Campionato Top 16, finirà la sua gara (punti e premi assegnati) prima dell’inizio del Circuito più importante, ma i primi cinque verranno anche inseriti nelle 5 batterie iniziali da 4 dei Top 16.
A questi ultimi non verranno tolti né i punti né i premi se non passeranno. I punti e i premi saranno distribuiti tra i soli Top 16 del loro campionato. Senza wild card si eviteranno favoritismi e i cinque regionali potranno sempre vivere l’esperienza di essere in gara con i primi 16.

Gli ultimi 4 dei Top 16 retrocederanno e saranno sostituiti dai primi quattro che hanno raggiunto il maggior punteggio al Circuito di Qualificazione (ex regionale).

Questo permetterà anche di unificare molti dei comunicati stampa che si vedono in molti “media partners” di Surfing Italia in qualcosa di più costruttivo per tutti.

La quota annuale da parte di tutti permetterà, oltre ad avere a disposizione un minimo budget economico iniziale, di allontanare persone che non rispettano l’impegno di tutta l’organizzazione che c’è dietro lo svolgimento della complessa attività e gestione agonistica.


Un contributo, un’idea che vuole essere un punto d’incontro con Surfing Italia per non vedere sprecato un altro anno e continuare all’impoverimento dei vari circuiti agonistici, sia di atleti che di sponsor.

La nostra motivazione è spinta da quella voglia di vedere costruito qualcosa di più vicino alle varie realtà che non bisogna dimenticare di far crescere, perchè ci devono spingere verso quegli obiettivi condivisi nel dare un futuro allo sport e ai molti giovani talenti che crescono.

Lasciare un singolo surf club alle sue difficoltà nel promuovere un intero sport senza aiutarlo e coinvolgerlo in qualcosa di più grande (circuito Top 16 che toccherà anche la sua organizzazione) riduce sempre più la possibilità di avvicinare un maggior numero di giovani ad uno stile di vita che sappiamo tutti quante emozioni sa regalare. Basta vedere il campionato juniores per rendersi conto delle difficoltà dei vari surf club locali nel creare un numero adeguato di partecipanti. Infatti il rapporto percentuale tra surf club sparsi sul territorio affiliati a Surfing Italia e il numero di partecipanti all’ultimo campionato juniores italiano 2008 è preoccupante. Non dare ai più piccoli dei validi esempi di crescita sportiva dai campionati maggiori è come lasciarli senza ambizioni.

Sfruttare questa prossima riunione per capire l’urgenza e la reale necessità di crescere verso obiettivi comuni è vitale per trovare una nuova spinta per il 2009.

Abbiamo uno sport che è nato con noi, a cui gli abbiamo dato una giovane storia italiana, ma che dei “Baroni” (termine usato da anni nelle Università italiane contro i privilegi e le storture generate da alcuni anziani docenti) stanno chiudendo dentro meccanismi che ci portano sempre più all’immobilismo. Lo stesso che il nostro paese, dopo anni di storture e gestioni sbagliate del pubblico, sta provando ad uscirne con la complessità che vive un’epoca che ha spinto sull’acceleratore di tutti i settori riducendone gli stessi guadagni.

La crisi è di tutti, insieme si supera, ma lo dobbiamo fare con tempistiche rapide nel trovare delle soluzioni per obiettivi comuni.
Senza quegli obiettivi condivisi nessun popolo, nessun paese, nessuna organizzazione andrà lontano.

Purtroppo nelle nostre federazioni non si è mai visto spingere verso nuovi obiettivi, nuove mentalità, nuove persone, ma al contrario si sono mantenute quelle di  vecchi personaggi immobili nelle loro posizioni da anni. La vecchia cultura dell’impiccio e del “ruspare” qualche vantaggio a danno dell’intera collettività a cui invece di donare motivo di crescita e ambizioni regalano la “favoletta del tricolore” di federazioni italiane che promuovono lo sport con presidenti senza conflitti d’interesse.

Basta però vedere i soci che gli ruotano intorno per capire che è solo un’apparente buona fede e passione, immobili in una posizione che non meritano. Perchè continuare a favorire questa confusione, nell’incentivare “media partners” che non qualificano il settore, nel non aiutare atleti a crescere nelle mentalità o nel lasciarli in attrito con negozianti e i vari media nella gestione degli sponsor, non può essere giustificato dal fatto di non essere in conflitto d’interessi.

Salvare e continuare questa politica, disastrosa per lo sport in Italia, con il sogno di portare la nazionale alle competizioni internazionali è come dire che molte tematiche non si possono e vogliono affrontare perché si andrebbero a toccare soci, amici e surfclub in conflitto d’interessi.

Se in America è stato votato per la prima volta nella storia, un Presidente nero, è perché ha saputo far vedere, nei suoi obiettivi, quei progetti che gli occhi della gente hanno trovato nella sua anima, senza conflitti d’interesse nemmeno per il suo staff.

Carlo Azzarone
Responsabile
King Surfer – Magazine Collection

Roma (Italia) – 21 Novembre 2008

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