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King Surfer Magazine

La Mareggiata Perfetta

Le sinistre
Giovedì 10

Sapevamo che dovevano arrivare. Sapevamo del freddo e che nel pomeriggio il vento avrebbe calato d’intensità.
Non sapevamo che doveva essere una di quelle epiche giornate che sarà archiviata nel nostro sito come tale.

Cosa rende una giornata così speciale?
Il veloce cambiare delle condizioni meteo marine può trasformare una mareggiata attiva in qualcosa di incredibilmente irreale per chi vive questo sport a contatto con il mare.
La località, o più comunemente la scelta del “surf spot”, diventa l’elemento principale.
Il combinarsi di questi fattori può dare al moto ondoso di una giornata, di una mezza giornata, di uno spazio di poche ore, la denominazione di “mareggiata perfetta”. Così è stato.

Un moto ondoso proveniente da molto lontano, carico d’energia, di potenza, anche nelle onde più piccole, un vento prima incrociato e poi assente, faceva rompere il labbro dell’onda lontano dalla sua parete, generando caverne d’aria che giravano in veloci e profondi tubi per poi  stringersi come a catturare  qualsiasi rider avesse  scelto quella via.

Sono stati in molti ad essere costretti a prendere il percorso più largo, più esterno a girare.
La causa?  Il freddo che gela intorpidendo qualsiasi movimento, molte tavole non idonee a quel tipo di masse d’acqua e un allenamento non sufficiente ad affrontare la consistente potenza dell’onda, nell’apice di questa mareggiata così perfetta.

Le destre (II Parte)
Giovedì 11

Raggiunto il periodo di costanza massima, la mareggiata è calata verso un moto ondoso più assestato. Le onde hanno cominciato ad avere una misura più costante, una conformazione più idonea ad esprimere meglio le capacità individuali di ogni singolo rider.
Così  è venuto spontaneo spostarsi  dove rompevano le destre, quelle che aprono la parete verso la parte sinistra ed esterna del braccio del porto, perché più lunghe e più dritte delle stesse sinistre che avevano perso d’intensità.
L’assenza di vento ha reso il finire della giornata uno spettacolo a cui non si voleva più dare fine.
Il 23 Febbraio, un mercoledì, non dimenticheremo tanto facilmente questa data, ma soprattutto non la dimenticheranno tutti coloro che, spinti dalla loro passione, hanno affrontato il freddo (nevicava in tutte le parti d’Italia) per trovarsi in acqua, sul picco, di questa mareggiata perfetta…

Il rider (III Parte)
Giovedì 12

Mentre tutti erano intenti a vedere nel Porto di S.Marinella il surf spot più idoneo alla Mareggiata Perfetta, qualcuno si era scelto il suo luogo dove incontrare l’apice delle onde migliori. Ho voluto testimoniare la dedizione di questo rider che ha voluto essere in acqua solo, senza gli obiettivi che noi fotografi siamo costretti a puntare nella massa per massimizzare il nostro sforzo e riprendere più rider in azione. La gelida temperatura era l’unica compagna, interiorizzata nel solitario silenzio, in mezzo a masse d’acqua provenienti da un lontano Mediterraneo.

Quanti di noi l’avrebbero fatto consapevoli di una più rassicurante compagnia in spot più frequentati? A lui dedico questa mia considerazione scritta per il Pocket del 2004, rimandato al prossimo Pocket del 2005…

In un messaggio di speranza per l’umanità, il ruolo dell’uomo farà sempre la differenza. Ci sono uomini che più di altri si prendono carico di decisioni, di scelte per cercare di migliorare. Il padre di famiglia è il tipico esempio, caratterizzato da decisioni e da scelte per il proprio nucleo familiare, di vita e sopravvivenza. Immaginare questo in una visione più ampia, mi fa vedere come molti ruoli di leader, con importanti cariche, leader sociali e politici abbiano un nesso con il padre di famiglia. Nessuno nasce per quel ruolo, ma la nostra umanità con i propri valori acquisiti, prima o dopo, compirà il suo percorso. Si dice, ma tutti sanno, che il mestiere più difficile al mondo è “essere padre”. E’ saper gestire gli interessi di tutto il nucleo familiare, più o meno numeroso. Dove anche un errore di percorso, a fin di bene, può essere perdonato. Chi si sente di criticare un altro padre se non si conoscono tutte le sue  difficoltà per farlo?

E’ cosa ben diversa da chi cura gli interessi di tutti o di molti, da chi svolge un ruolo di cui si è appropriato per interessi personali. Tutti hanno, chi più chi meno, un proprio oggettivo senso etico, nazionale, civile e religioso. E quando questo viene a mancare si dovrebbe capire che qualcosa del nostro patrimonio umano è stato alterato. Andiamo verso un futuro apparentemente certo, ma di proporzioni diverse da come la storia ci ha testimoniato dal passato. Sono molte le cose che sono cambiate nel senso etico, nazionale, civile e religioso della gente. Le differenze generazionali si fanno sempre più marcate come le differenze religiose, quelle etniche, quelle tecnologiche, quelle dell’informazione, percependo sempre di più i forti contrasti come un qualcosa di destabilizzante. Il difficile compito di queste persone sarà portare tutto un paese “antico”, radicato a vecchie tradizioni, al “nuovo” e a tutto quello che il passo con i tempi richiede. Un ponte. Fa sorridere se penso che c’è un progetto che può e dovrebbe essere costruito. In questo l’informazione ha giocato, gioca e giocherà un ruolo fondamentale per le conoscenze delle verità.

Proprio per questo si dovrebbe sfruttare la direzione che ci accingiamo a percorrere, con i tempi necessari al cambiamento per rimettere anche in discussione quello che priva molti della conoscenza dei propri e altrui valori. Si dovrebbe fare in modo che si comprenda l’importanza di spostare determinati atteggiamenti negativi e polemici verso la consapevolezza, che tutti, ma proprio tutti, nel nostro paese, come nel resto del mondo, volenti o nolenti, vivono intrecci e interessi economici. Questo inevitabilmente farà venire alla luce del sole che c’è la voglia di valorizzare e contribuire al sostegno di tutti i prodotti nazionali e locali qualificati, non certo gratuiti, più vicini alle nostre realtà. Il tutto per non perdere il più distante dei lavoratori italiani, ma vederlo usufruire di un beneficio finale, reale. Perché sarà lui stesso a rimandare valore, spegnendo definitivamente quegli atteggiamenti di valori imposti, falsi e radicati solo in alcune antiche mentalità.

Sono in molti a non rispecchiare più i valori sociali e civili di questo tempo, non avendo più maturato un significato d’essere, ma soprattutto che decentrano dall’opinione pubblica quello che realmente si vive e si subisce. Si avranno finalmente delle risposte? I cambiamenti sono in atto. Un’evoluzione come in qualsiasi antica previsione di marketing, ma che dovrebbe prevedere la libertà di scelta. Come a quella di arrivare ad offrire l’eliminazione di tanti servizi che oggi continuano ad essere a pagamento, spostando da tutta l’economia soldi utili ad incrementare lavoro per tutti. Basta con il vedere imporre pagamenti per servizi di cui molti non usufruiranno mai, o vedersi tariffe lievitare costringendo la propria vita ad essere dettata da imposizioni sin dalla nascita, per essere incanalata in un regime d’incessante lavoro soprattutto per i più deboli.

La libertà di scelta migliorerebbe la vita sociale, l’habitat, la vita sana, il viaggiare, lo sport e l’economia stessa, consentendo di avere almeno l’antico dubbio se lavorare di più e di dove poter spendere i propri guadagni: un’alimentazione più completa, una casa più accogliente, una macchina più confortevole, un figlio, più tempo per vivere. Ritroveremo i valori di un tempo? Più  soldi e più tempo libero? In questo bisognerebbe trovare una domanda. Solo così si avrà una maturità sociale.

Per questo gli uomini di valore, di coraggio, che sapranno sacrificarsi, impegnarsi, se necessario cambiare, curando gli interessi sociali, fuori dagli invidiosi riflettori del potere e lontani dalla voglia di pilotare le più influenzabili anziane e giovani masse, avranno il frastuono tra il silenzio delle nuove irrefrenabili correnti di globalizzazione. E’ la società stessa che li ricercherà, non classificandoli eroi o santi, ma come una strategia di speranza per l’umanità nella sua continua, inarrestabile evoluzione.

Molti lo sanno, molti altri lo sono.

Vivere la natura, sfidarla, giocare con lei, respirandone le sue libertà, ricercando le antiche, gratuite bellezze del mondo può aiutare a ritrovare quei valori che vivono assopiti e appannati nell’inconsapevole “ignoranza” dell’evoluta cultura, rinchiusa nella sua stessa, più ironica e pericolosa, democrazia occidentale.

Dal 1994: umanamente più ricchi.

Carlo Azzarone

Roma (Italia) – 23 Febbraio 2005

da King Surfer Magazine CollectionPocket Summer 2005

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