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King Surfer Magazine

King Surfer Magazine ’97 – Intro 9

Ci sono delle giornate nella memoria di tutti noi indimenticabili. Giorni in cui gli amici hanno contato molto, giorni dove credere ad una persona può significare molto.

Spagna del Nord – Estate ‘96
Al secondo giorno di “piatta” non ci si può arrendere senza aver dato, anche a se stessi, la possibilità e la speranza di credere ad un ipotetico spot con onde. Da un gruppo di sette persone mi sono ritrovato in macchina da solo a percorrere quei 30 chilometri che mi dividevano dal mio sogno: una piccola baia desolata lontana dai grandi centri abitati, ma con una consistenza di onde incredibili.

Nessuno, non c’era veramente nessuno, ero solo con la mia tavola e le onde di quel luogo. Era incredibile la differenza di condizione in quei pochi chilometri. Onda dopo onda avevo la possibilità di scegliere quella migliore, ma dentro di me sentivo ugualmente il bisogno di dividere quei momenti con qualcuno, con quegli stessi amici che avevo lasciato poco distanti. Certo si erano completamente adattati alla giornata ed alla mia assenza; chi giocava a carte, chi leggeva, chi ascoltava il walkman e chi era in perenne ristoro. Completamente rassegnati.

Smuoverli dalla loro beatitudine è stata un impresa; ci doveva essere un motivo valido per far sì che la mia euforia li contagiasse. Sette in una macchina, la preoccupazione maggiore era il continuo dubbio che quella perfezione appartenesse solo alla mia immaginazione. Non potevo far altro di dirgli di aspettare il tempo del tragitto.

Dentro di me naturalmente speravo che quelle condizioni trovate in mattinata non fossero cambiate. Correvo i miei rischi: una “mega cappotta” da sei persone non sarebbe stata sicuramente piacevole. Sono solamente due anni che dirigo questa rivista e di cambiamenti ne sono stati sicuramente fatti.

Se in Italia tutto è migliorato è anche perchè King Surfer Magazine stà dimostrando che ci sono sicuramente luoghi, persone, onde e tanta passione che hanno solo bisogno di fiducia. Far entrare dentro le pagine di questa rivista, amata per il suo spirito libero, una nuova Federazione* di Surf è solo perchè ho l’umiltà di credere nell’onestà dei suoi propositi che possono essere sicuramente un qualcosa di buono per tutti noi surfisti. Le persone non si giudicano solo per quello che sono, ma anche per quello che fanno.

Le onde in quella baia continuavano a rompere perfette. Le foto in questa pagina a me scattate sono un segno di amicizia per aver diviso quei momenti. Un sostegno, un segno di amicizia, di rispetto in quello che faranno e in cui credono è tutto ciò che ci chiedono i ragazzi della nuova Associazione. Fiducia per vedere qualcosa di meglio.

Carlo Azzarone

da King Surfer Magazine – “Gennaio/Febbraio 1997”

*E’ importante precisare che la Federazione a cui si fa riferimento è l’ISA (Italia Surfing Association) che in quegli anni cercò di contrapporsi alle storture che già si vivevano con altre Associazioni/Federazioni di quel tempo. I progetti ambiziosi non l’aiutarono. Infatti molti negozianti vicino ai personaggi che ci ritroviamo, purtroppo ancora sparsi nel settore, boicottarono aspramente la nuova nata Federazione tanto che si decise, per non creare problemi a King Surfer Magazine, di scioglierla. Le conseguenze sono visibili tutt’ora nell’osservare come quegli stessi personaggi, che a quel tempo “governavano” il settore, non hanno lasciato nulla se non un pessimo modo di agire ereditato dalle attuali Associazioni/Federazioni. Ma avremo modo di parlarne ampiamente in seguito.

Nota di Gennaio 2010

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